
“…probabilmente usć chiudendo dietro se la porta verde…” (F.Guccini)

Data: 08/07/2004
Partenza: Pisa
Destinazione: Pavana (PT)
Km totali: 130
PAVANA- E' da questa citazione che prende ir via il nostro viaggio....Nasce tutto da una promessa fatta a Vale:"Ti porterò dov'è nato un GRANDE della canzone italiana(e su questo nessuno mi può contestare, dati i suoi guasi du metri d'artezza).
Il ritrovo è sotto la quercia di 'asa mia, ma soprattutto davanti ar cancello , non a caso, VERDE!! Ore 8 partenza, con un leggero ritardo da parte delle femmine, che ar solito cianno da truccassi e pe fassi belle ni ci vole mezzora e mezzo. Siamo: io e la Mary su Furia, Vale e France sull'ics9 e Nico e Vero sull'artro ichissenove novo di pacca.Valerio,credo che di qualcosa si sia ammoscato ( ma perlomeno mi fa credere di ignorare la meta), un sa nulla di ciò che di lì a poo lo aspetta.
Il cielo è blu sopra le nuvole (come direbbero i Pu), appunto sopra le nuvole, perchè qui è un pò grigetto ma niente che faccia pensare a pioggia e neppure una leggera pisciatineniente che faccia pensare a pioggia e neanche a una leggera pisciatina. Dopo abbondante colazione da Lilli sull'Aurelia si parte pe davvero.
I primi leggieri tornanti del foro di Sangiuliano sono un antipastino confronto a ciò che ci attende. Attraversiamo Lucca e dopo aver preso IR GARBO ("Vai a Lucca a prendè ir garbo" n.d.r.) via sul
vialone del Piaggione con argine del Serchio da 'na parte e i pratani dallartra fino ar bivio del Supermercato (niente pubbricità occurta). Finora ho condotto io, pe rispetto der capogita, ma d'ora in poi il condottiero sarà Nicola, dato che quella è la sua giurisdizione (i suoi posti di lavoro). Occhiata veloce tra i piloti, scambio di por-posiscion , scalata di marcia (...ops! pardon solo per chi cia la vespa) e unanime intesa a prendere la strada che fiancheggia il fiume di lato, sicuramente la più panoramica e suggestiva. Il fosso sulla destra con piccoli ponti in mattoncino rosso e villette con giardino, ir profumo di stiacciatina appena sfornata, ir mercatino chiassoso del sabato mattina,i bimbetti svocianti all'uscita dall'asilo,le massaie spettegolanti piene di sacchetti della spesa,i pensionati sulle seggiole davanti ar barrettino locale a discorre di politià o di pallone e il passaggio scoppiettante dei nostri mezzi regala vivacità, allegria, ricordi ed emozioni ai paesani incuriositi di sguardi.
Verso le 10 (abbiamo tenuto un andatura che permettesse a Furia di tenere il passo dietro agli x9, quindi di NON AVERE
FURIA!), ci siamo fermati al
Ponte der Diavolo appena dopo Borgoamozzano pe la foto di rito a questo suggestivo attraversamento. Poi avanti sempre sulla Statale 12 direzione
Bagni di Lucca, leggera sosta al barrettino sulla destra, che ci vide partecipi della mitica notturna Pisa-Abetone di orell'anno con il VespaClub di Pisa, che ringrazio calorosamente.
Da lì in poi la strada si
curva seguendo il vento verso l'Abetone, dal quale ci arrivano notizie poco rassicuranti per quanto riguardano le condizioni atmosferiche: Irene, la sorella di Vale, è su nella deliziosa casetta dei Simonelli ar campeggio di Pievepelago e sta messaggiando che perillà stà venendo giù ir mondo. Ci facciamo animo e mentre Vale si sta preoccupando perchè pensa di andà verso la rinomata località sciistica, noi ci guardiamo più speranzosi in quanto Pavana è dall'altra parte della collina. E' quel SANGUE BASTARDETTO che ci scorre nelle vene e ci fa tenere il segreto soprattutto in queste condizioni.
Mentre io guasi perdo il controllo del mezzo rimasto incantato a vedere come Nicola piega su quelle curve con la Vero che gli sta avvinghiata, la Mary come un SACCHETTO DI PATATE cindola in quà e là, meno male che Furia ormai c'è abituata e rimane incollata alla strada nonostante i soli otto pollici di diametro delle ruote e la spericolata velocità di 60 km/h!!!!!. Valerio dietro a razzo separato dalla France dal
DOPPIO AIR BAG di cui quest'ultima è ben accessoriata. Per fortuna che la sosta al ponte sospeso, dopo Popiglio mi permette di recuperare la notevole distanza che si stava facendo consistente tra la mia vespa e i loro scuteres (notare il plurale anglosassone). Popiglio, memore d'un'indimenticabile serata musicale con gli Orsi poeti, rievoca in me ricordi infantili di quando zio,zia e cugino andavamo alla ricerca di un pò di frescura estiva a PiandiNovello e aspettavamo ansiosi di giungere al cartello di Piteglio, in coro urlavamo a squarciagola "
Popigliofrazionedipiteglio" che ci metteva allegria sia per la musicalità onomatopeica dello scioglilingua sia per l'eminente arrivo alla terra promessa.
Ma ritorniamo ai nostri eroi, i quali sono stati sottoposti ad una grande prova di coraggio nel guadare il ponte sospeso, soprattutto io ,sofferente patologico di vertigini, e gli altri nel vedere, appena nel mezzo dell'attraversamento e quindi scoperti da monti e vegetazione, l'avvicinassi di minacciose nuvole nere cariche di pioggia. Al bivio della
Lima breve sosta per abbeveramento di Furia (quanto puppa!) e svorta a destra sulla
Statale 66 (altra canzone di Guccini) direzione
S.Marcello Pistoiese, dove ci fermiamo per un lauto e succulento pranzetto (quanto si puppa!) a base di prodotti locali (panini e birra) in un tipico ristorantino segnalato sul Gambero Rosso (primo barrino che s'è trovato, n.d.r.). Qui la Mary (ar solito) aggiunge una figurina nel suo album "
Le figurette di mer...y" domandando "ma quanti chilometri ci sono da qui a Pavana?"..alchè Vale, nonostante, da buon musicista, abbia la testa sempre sulle nuvole (
nuvole? non parliamo di nuvole) si ammosca e lascia trasparire la gioia nei suoi occhioni azzurri per il rivelato segreto. Alla Mary, il geniale ma inopportuno quesito, gli viene diretto dal CULO, il quale nel frattempo fa sentire i suoi accenni di stanchezza. Perdoniamo l'accaduto offrendo un bel gelato alle bimbe, logicamente ai gusti a noi preferiti:
tiramisù la banana col bacio (citando i GenBoi). Sfoderata l'ultima leccata i motori cominciano a scalpitare con un pò di difficoltà nell'avviamento per ir solito mezzo a me sottostante quanto lo sforzo nell'azione di PEDIVELLAGGIO ,dopo pranzo, si fa sentire più marcato delle altre volte.
Dorainpoi dovrò portare io la comitiva verso la terra promessa per l'unico motivo valido che mi compete: ho la cartina! Ma anche perchè altrimenti gli altri mi seminano (cartina da intendersi quale largo foglio di materiale cartaceo riportante disgni piuttosto precisi con strade, abitato,verde e distanze ma impossibile da ripiegassi una volta usata; diversamentelo sarà l’altro significato di cartina!passala vai!!!).
Appena usciti dar paese una pioggia fastidiosa, pungente e penetrante ci prende, non certo di sprovvista, ma sicuramente oramai speravamo di averla scampata. e vai co i giacconi antipioggia da incignare novi e lucidi ancora odoranti di prastica e di novo (la Vero ha ancora ir cartellino der prezzo attaccato ar colletto).
La statale SS632 è una strada piccola, con molte bue e leggere 'urve, con a sinistra i piedi del monte Tresca e a destra la ferrovia e il Fiume Reno (niente a che vedere cor Reno,vello vero). Dopo aver passato la deviazione per
Maresca (altro luogo di sonata con gli Orsi) passiamo Pontepetri e saliamo fin al
Passo dell' Oppio (vedi che la cartina di cui sopra a quarcosa serviva!!!!! fino a raggiungere l'altezza di 821 sul livello di sanpiero e poi al Bivio con la SS64 vortiamo a sinistra verso Bologna e ci immettiamo sulla famosa "
Porrettana".
L'andatura a livello di prudenza (ve l'ho detto che conducevo io!) con un picco massimo di 30 km/h su questo breve tratto mi costerà l'eterna lieve ma duratura canzonatura (
leggasi maolante presa di 'ulo) da parte di Nicola quando mi vien da ricordare questa avventura. Qui ho raccolto un'abbondante serie di moscini e volatili vari sulla targa posteriore in quanto li stessi viaggiando più velocemente della mia vespa, ogni quarvolta andavo in decellerazione, osavano tamponarmi (dimostrazione del loro attaccamento alla Piaggio & C.) prima del loro urtimo grido di disperazione "
Merd..." (una mosca che dice Merda prima di morì sfracellata e come se noi dicessimo sur punto di morte "Pastasciutta").
A proposito di mangià, a
Porretta Terme ci aspetta un ber pranzetto (dopo estenuante ricerca per i borghi del paese) in un pub stranamente aperto a quell'ora pomeridiana: ma scusate non avevamo già mangiato a S.Marcello Pistoiese? Deh, ma quante vorte si mangià? Ci deve esser quarche vòto di memoria,
arriva poa miscela ar cervello!. Mentre sto scrivendo mi giunge la rettifica dalla regia (messaggino veloce a Nicola e immediata risposta con finalino "
annacqualo!!!""); la reale mangiata è a Porretta, l'altra era una
leggera merenda di metàmattinata (boia deh, chiamala leggera). Sinceramente io non è che ho molta fame, anzi sono sazio, già pieno! Infatti pocansi (che non è la zittella acida di Pocaontas) nel mettere sul cavalletto la vespa, affianco e ben allineata agli altri du x9, un gruppetto di persone si avvicina allo splendido esemplare a du rote e incuriosito mi tempesta di domande, abbagliato da cotanta bellezza e incredulo della particolarità del mezzo, ignorando totalmente gli scuter e le moto circostanti. Seguìto di invidiosi mugolii e susseguirsi di mormorii nell'attesa dell'imminente mia esplosione di immodesta soddisfazione e futuro maolamento testicolare per la mia manifesta ilarità da qui all'eternità.
Dopo pranzo giratina per le stradine di questa adorabile cittadina sull' Appennino, mèta di molti pensionati in cerca di cure e di frescura. GRAZIEADDIO ha smesso di piove e ci possiamo godere un pò di strada asciutta. Ci s'avvia per la via fino al crocevia (scusate la rima) e a neanche doppo un chilometro troviamo la nostra agognata mèta:
PAVANA!!!.
Il commento a questo luogo che ha visto i natali del mitico Francesco, naturalmente non parlo del santo ma del "
Gigante" (cosi soprannominato per la sua statura), lo lascio a questo straordinario cantautore e scrittore di due libri nei quali racconta la sua infanzia trascorsa in questi luoghi montani:"(leggetevi “Croniche epifaniche” o “Vacca d’un cane”). Riusciamo a trovare il "santuario" grazie ad una signora affacciata alla finestra che ci indica una bella casa colonica ristrutturata come la dimora estiva del Guccio e con il suo libro nelle mie mani a mò di guida cito vari passi, da me precedentemente evidenziati nell'intento di trovare quelli stessi luoghi rimasti intatti dall'usura del tempo così come li ha lasciati il bimbetto Francesco. Dopo varie foto di rito alla casa ma soprattutto davanti a quella porta verde che vide per l'ultima volta le spalle di Amerigo nel suo viaggio emigratorio verso la sognata America, ripartiamo arginando il LIMENTRA con il suo "
suono lungo ed ossessivo" fino al ponte della
Venturina (nessuna parentela con la Mary) dove una lunga galleria divide la lunga ombra creata dalle montagne dall'orizzonte pianeggiante che ci regala un suggestivo tramonto in fiamme in lontananza. La discesa da
Sambuca Pistoiese (e sinceramente un liquorino non ci starebbe male) fino a
Pistoia e tranquilla e scorre veloce ,anche perchè conduce NicoladerBozzi, con Vero allegata. Poi via di corsa verso
Montecatini per la Pesciatina (
no, non è un errore ortografico sostituendo la seconda lettera con una i), dove facciamo una sosta per una breve
pisciatina delle signore con borbottio del propietario per l'affluenza imminente senza consumazione dei gitanti. Per essere precisi la consumazione è avvenuta ma un misero caffè non ricopre certamente le spese di sostentamento per la manutenzione igienica della toilette. Ho fatto bene io che neanche sono entrato dopo aver visto l'appartenenza ad un club rossonero dello stesso e piuttosto la trattengo fino a casa. Li a Monteatini, tra tutti i passeggiatori domenicali sfoderanti il
capino bono della domenia, facciamo il nostro bel figurone incuranti der propio abbigliamento vissuto e maleodorante di misto pioggia e
eaux d'ascell di tutta una giornata e fatalità o ironia della sorte, il destino vuole che si incontri un mio carissimo amico, marito di una mia collega ma soprattutto collaudatore esperto di veicoli Piaggio al quale rivolgiamo una tempesta di domande sui nostri mezzi.
Da Monteatini in poi Nicola ci condurrà impavido e coraggioso tra stradine, viuzze e proverbiali scorciatoie di un industriale e PERIFERICA LUCCHESIA mai vista finora.
Certo, deh, e menomale siete andati a Pistoia se indavi a in Capo ar Mondo chissa cosa scrivere…boni boni ….Caponord è un’altra storia.
Insomma ci siamo trovati pratiamente ar foro di Sangiuliano senza accorgisi come sé fatto.
Sicuramente lo stato d’animo dello zio emigrante che si lascia dieero a se la porta verde non è lo stesso del nostro nel lasciare stamattina il cancello di egual colore e neppure l’odissea della sua attraversata titanica e oltreoceanica è minimamente paragonabile alla nostra uscita fori porta, ma credo che l’emozionante avvistare terra con i grattacieli di Novaiorche e l’apparizione della verdognola Statua della Liberta vada a condividere la ciccia di gallina comparsa sui nostri bracci dopo l’avvenuta folgorazione davanti alla pietra d’angolo della tufica ciambrana e del rostrico portone riportante l’effige incisa delle iniziali G.F. ovvero Guccini Francesco (per chi si fosse distratto un attimo) lontano avo dell’omonimo cantautore.
Siamo ancora davanti a quel CANCELLO VERDE ma adesso i baci di saluto sono diversi da quelli di stamattina, nel nostro
fondoschiena una dolente stanchezza muscolare, nei nostri zaini gli avanzi dei viveri quotidiani, nei nostri giacconi la polvere della strada macinata ma nella nostre menti e nei nostri cuori una sola frase (la stessa con cui si chiude la canzone)
“
...finchè non verrà un giorno, in faccia a tutto il mondo, per rincontrarlo…” (at libidium)